lunedì 11 settembre 2017

IL POTERE è IN TE, PUOI GUARIRE LA TUA VITA

Cristalia e l'U-omo, protagonisti del romanzo Attila, la Luce ed Io, si incontrarono in un corso residenziale AMA TE STESSO, durante la Pasqua del 1998.
Entrambi vagavano, fuggendo da storie impossibili in cui il Nulla delle loro esistenze lasciava ampio spazio al Vuoto dei loro cuori.
 
Entrambi si ritrovarono in quel corso non sapendo che altro fare di quell'11-14 aprile del 1998.
 
Entrambi avevano un bisogno, a tratti disperato, di amare, di amarsi. Ma non sapevano né come, né dove, né quando, e neanche quanto.
 
La filosofia di Louise Hay aprì un Varco non di speranza, ma di Certezza che solo amando se stessi avrebbero saputo amarsi nella reciprocità delle loro esistenze, allora travagliate, ma che nel frattempo ebbero modo di essere risanate.
 
Oggi a distanza di 19 anni, le loro vite sono state vissute, a tratti ancora con qualche travaglio, in altri momenti con gioia e facilità.
Ma ciò che si è mantenuto in crescita è la loro Passione di Vivere, il carburante che ha alimentato il loro Amore per se stessi e per l'Un l'Altra.
 
Le loro personalità hanno continuato ad essere differenti nelle loro evidenti diversità, come potrete leggere, se vorrete, nel romanzo biografico Attila, la Luce ed Io, ma è solo accettando tali differenze che le loro Anime hanno continuato e continuano a camminare insieme in un'evoluzione a volte ancora giro-vagando, ma non più vagando.
 
CHE L'AMORE PER TE STESSO SAPPIA SEMPRE PORTARTI TANTO ALTRO AMORE OVUNQUE IL TUO CUORE SAPPIA DI TROVARLO!
 

sabato 29 luglio 2017

Alfonso Guizzardi ci parla di FORZA, CALMA E LUCIDITA'


Da quando Wilheim Reich, allievo di Freud con Jung, introdusse il corpo in terapia, si sono fatti ulteriori passi avanti, ma l’attenzione per il respiro rimane una costante proprio dai lontani tempi di Reich.

In psicoanalisi reichiana il paziente viene “letto” in maniera complessa attraverso ben tre variabili:

       1. la storia della persona;

        2..  i suoi tratti caratteriali;

         3     il suo corpo.

L’idea di base, confermata a più riprese dalla ricerca in ambito delle neuroscienze e dalla pratica clinica, è che ogni esperienza nella vita del paziente ha provocato un segno, sia nella sua psiche che nel suo corpo; in altre parole le esperienze, particolarmente quelle con il vissuto più traumatico, e più lontane nel tempo (anche proprie della vita intrauterina), determinano quelli che in analisi chiamiamo “segni incisi”, ossia segni che, per il loro aspetto emotivo e per la particolare fase evolutiva nella quale si collocano, si incidono nella storia del soggetto determinando uno schema di comportamento, un pattern, una forte emozione. La vita poi ci porta a ripetere questi schemi o pattern che diventano dei veri e propri frattali, ossia una volta che abbiamo indossato gli occhiali di Kantiana memoria di colore rosso, tenderemo a vedere rosso tutto quello su cui poseranno i nostri occhi, dal piccolo al grande, dal rapporto con la sconosciuta che ci cerca di vendere un abbonamento telefonico alla relazione con il nostro partner.

E che c’entra il corpo? Be’,  pensateci per un istante: noi possiamo sentire noi stessi e gli altri solo attraverso il nostro corpo, possiamo ricordare e conversare con gli altri di un’esperienza solo facendo riferimento al vissuto del nostro corpo, ai nostri sensi. Bene. Il livello corporeo nel quale  si manifestano delle tensioni è strettamente correlato al tratto caratteriale che abbiamo costruito in ragione delle esperienze traumatiche che abbiamo vissuto nella nostra vita. Ciò è interessantissimo perché laddove il paziente ha delle resistenze inconsce a riproporre ricordi e fantasie, il suo corpo, e la memoria implicita che in esso alberga, mostrano perfettamente queste resistenze in ogni movimento, attraverso il modo di camminare, di mangiare, nel fare l’amore, nell’abbracciare, e addirittura anche solo stando fermi e respirando. Tutto ciò dà moltissime indicazioni di come siamo e di che storia portiamo con noi.

In particolare la respirazione è fondamentale in così tante metodiche che questo libro, molto completo nella sua sinteticità, fornisce attraverso tantissime nozioni.  Spetta poi al lettore fare pratica: spesso io dico ai miei pazienti che la terapia, quella vera, non si fa nello studio con me, ma nella vita di ogni giorno, dopo aver avuto momenti di riflessione e di emozione,  grazie agli esercizi di respirazione che praticano negli incontri periodici e che consiglio loro caldamente di ripetere anche da soli.

Il respiro mostra SE una persona ha un diaframma contratto e il modo in cui respira indica quali sono gli eventi nella sua storia che potrebbero avere irrigidito quel diaframma e quali scopi la persona si prefigge di raggiungere nel vivere con un diaframma rigido e contratto. Come ad esempio evitare di toccare un’emozione profonda di paura, oppure semplicemente non potersi permettere di avere l’energia per affrontare il mondo e le sue sfide.

Il lavoro con il respiro, così importante in analisi reichiana come in altre metodiche, in primis nel Rebirthing, grazie al respiro circolare, rilassa il centro frenico collegato al diaframma, fornisce la consapevolezza che vi sono dimensioni inesplorate della nostra struttura caratteriale e consente un reale cambiamento in relativamente poco tempo.
A questo proposito con Nicoletta Ferroni, negli anni ho ideato e creato un'evoluzione del Rebirthing che abbiamo denominato BreathBalance®, di cui trovate altri articoli in altri siti, (www.respiroconsapevole.it; www.giardinomeraviglie.it; www.nicolettaferroni.it; www.alfonsoguizzardi.net). Proprio per poter permettere a chiunque voglia trovare una strada di evoluzione attraverso il respiro consapevole, non necessariamente seguendo un percorso di psicoterapia post-reichiana o di psicoanalisi energetico vibrazionale, come propongo ai pazienti che cercano tale strada.
 
Ricordo un paziente con un respiro così rigido e solo di torace che quando respirava si poteva vedere e sentire tutta la fallicità di una respirazione che provocava e mostrava una potenza fittizia. Il torace si alzava e si abbassava, senza alcun apparente coinvolgimento del diaframma che rimaneva teso come un tamburo. La storia raccontava di un bambino vissuto in una famiglia pressoché anafettiva, con riconoscimenti solo laddove il figlio otteneva risultati importanti nello studio. Il confronto con la vita era uno scontro che aveva sviluppato nel paziente una forte tratto fallico narcisista con una estrema rigidità al collo, al torace e al diaframma. Diventato anaffettivo, a sua volta non si poteva permettere un movimento verso il basso, verso le proprie emozioni “viscerali”, perché allora avrebbe incontrato il dolore e la paura (era, infatti, nato con enormi complicazioni, e in analisi reichiana si considera che la vita del paziente comincia non solo al momento della nascita, bensì già al momento del concepimento).

La terapia si è evoluta in maniera proficua ed oggi il paziente è una persona calda, emotivamente empatica, con una grande energia emotiva, pur mantenendo una struttura fortemente orientata all’azione e alle sfide della vita: una bella persona!


Allora l’augurio rivolto al lettore di questo agile libretto, intitolato 10 Tecniche per ottenere FORZA, CALMA E LUCIDITA' grazie al Respiro, come del precedente volume  della Ferroni, Il Primo respiro, edizioni Sì, è questo:  Tu sei il cambiamento che vorresti vedere realizzarsi nel mondo (Ghandi).  Inizia a respirare e il mondo cambierà con te! Buon lavoro!

 Dr. Alfonso Guizzardi

Psicologo, psicoterapeuta, sessuologo clinico, specializzato in discipline energetiche, e in psicanalisi energetico vibrazionale. Riceve a Roma, Terni, Trieste. www.alfonsoguizzardi.net

 

 

 

 

martedì 23 maggio 2017

Il falso mito della PROIEZIONE: la risoluzione della CO-PROIEZIONE




Si suole credere nella teoria dello specchio. E veniamo tutti istruiti a credere nella teoria che tendiamo a proiettare negli altri i nostri vissuti risolti e irrisolti per cui arriviamo a detestare o ad amare ciecamente qualcuno laddove proiettiamo in quel qualcuno qualcosa che ci appartiene come schema famigliare, generazionale o storico.
 
E questo può essere vero nella misura in cui non ci lasciamo irretire dalla mancanza di funzionalità di quello che ricreiamo nella proiezione.
 
Ma non va mai perso di vista che colui o colei con cui coproiettiamo è responsabile del suo 100 per 100, così come noi siamo responsabili del nostro 100 per 100 di cocreazione proiettante, in cui entrambi giochiamo un gioco perfetto di rispecchiamento sinergico, niente e nessuno esclusi.
 
Inoltre sfugge una chiave di volta molto preziosa.
Non è mai inutile ciò che coproiettiamo,  purché trovi una via d'uscita, ovvero purché riusciamo a rendercene conto prima di arrivare all'esasperazione.
 
Anzi, laddove riviviamo un copione a noi noto con un'altra persona esterna alla nostra sceneggiatura personale, può essere molto funzionale trovare, attraverso le nuove proiezioni che viviamo, una via di risoluzione che, solo riportando in scena nella nostra vita attuale certi meccanismi, può permetterci di rivederli e risentirli, rivivendoli.
 
Ciò è quanto mai affascinante e degno di essere rispettato. Anche perché laddove venisse giudicato, perderebbe qualsiasi possibilità di essere visto con discernimento, per essere accolto, trasformato e quindi integrato.
E perderemmo anche preziose opportunità di risoluzione evolutive.
 
 
Nicoletta Ferroni, Operatore olistico trainer (Siaf), Master in ThetaHealing®, Reiki Usui e Karuna®, Rebirthing-BreathBalance®,  Ideatrice di Respirare con gli Angeli ®
 
www.nicolettaferroni.it

sabato 6 maggio 2017

BREATHBALANCE®

Il BreathBalance® è un approccio evolutivo a carattere analitico-energetico, creato da Alfonso Guizzardi in collaborazione con Nicoletta Ferroni, per la trasformazione e l'autoconoscenza, basato su competenze di respiro consapevole e di attivazione delle aree corporee usate per relazionarci con il mondo.
In che modo nasce questa creazione? Quando Alfonso e Nicoletta, nel corso della loro formazione personale e professionale, insieme ma anche indipendenti l'uno dall'altra, partendo dalla loro specializzazione nel rebirthing, decidono, di comune accordo, di arricchire la  celebre tecnica di respiro consapevole, ideata da Leonard Orr alla fine degli anni Sessanta.

Al respiro consapevole e all'attenzione data allo scenario di nascita (preconcepimento, concepimento, vita intrauterina, nascita) scelgono insieme di aggiungere "gocce" di consapevolezza psico-corporea, frutto dell'esperienza di Alfonso e Nicoletta in vasti campi di formazione che prescindono dal rebirthing in sé.
Un'ampia parte viene, per esempio, dedicata alla fase di allattamento che include il periodo di fusione, distinzione e/o confusione tra madre e bambino, a prescindere da come si è svolta la vita intrauterina.
Una sessione di BreathBalance con Alfonso differisce da una sessione di BreathBalance con Nicoletta, unicamente per l'attenzione maggiore che lei dà allo scenario di nascita, attenzione che Alfonso dedica maggiormente alle fasi evolutive che includono certamente la vita intrauterina ma non escludono per lui gli anni a seguire dopo l'allattamento.
Entrambi insegnano a chi si sottopone al BreathBalance modalità di respirazione circolare sia con il naso che con la bocca, ma anche a muovere nel corpo l'energia della fase evolutiva in esplor-azione e trasform-azione, contemplando bacino, addome, torace, collo, testa non ultima la parte oro-labiale (labbra e bocca) ma anche occhi e gambe.
Nei corsi di BreathBalance esistono diversi moduli tra cui: RIVOLUZIONI NEONATALI e RESPIRO E CORAZZE MUSCOLARI, di cui vi parleranno in altri articoli.
UN GRAZIE SPECIALE da ALFONSO (www.alfonsoguizzardi.net) e da NICOLETTA (www.nicolettaferroni.it)


giovedì 27 aprile 2017

L'umiltà del grande insegnante


Nel corso dei propri insegnamenti, qualsiasi insegnante è "caduto" in diverse autotrappole.

Soprattutto se parliamo di insegnanti olistici, psicologi, psicoterapeuti o di qualsiasi altra disciplina di sostegno e crescita personale.

Quali?

Le cosiddette trappole del cosiddetto ego che tutti indossiamo così come ci vestiamo ogni giorno.

Quali sono questi inganni e a cosa servono?

1. Sentirsi più bravi di altri insegnanti a prescindere dalla formazione in atto;

2. Vendere concetti che non sono stati lavorati e raccontare agli altri la propria risoluzione;

3. Credere di aver ben focalizzato la propria strada mentre invece si è del tutto fuori fuoco;

4. Rendere dipendenti gli allievi "accattivandoli" con diverse forme di lusinga;

5. Raccontare troppo di sé durante i corsi senza lasciare il giusto spazio e tempo ai propri allievi:

6. Permettere agli allievi di debordare raccontando troppo di sé;

7. Rimanere fermi nella propria crescita personale senza continuare corsi di formazione e soprattutto percorsi individuali;

8. Chiedere pochi o troppi soldi rispetto alla cifra che si sente giusto chiedere;

9. Fare l'insegnante per bisogno economico senza il  piacere di farlo e senza la gioia di poter essere di sostegno agli altri.

QUESTE SONO SOLO ALCUNE DELLE TRAPPOLE.

E TU, LETTORE, IN QUALE TI SENTI Più VULNERABILE?

OPPURE NE HAI UN'ALTRA NASCOSTA?

Che l'insegnamento possa essere illuminato nella tua vita e illuminante nella vita degli Altri!

Nicoletta F.
www.nicolettaferroni.it
www.ilprimorespiro.it

lunedì 17 aprile 2017

MORTI STRAORDINARIE



Quando Nicoletta mi ha proposto di scrivere la storia della morte di mia madre mi sembrava inadeguato. Poi, come mi è solito fare, ci ho riflettuto a lungo e, alla fine, ho pensato che una storia così personale aveva senso di essere condivisa solo nella misura in cui questa poteva dare un messaggio ad altre persone: a volte le persone che amiamo rimangono, con noi, oltre ogni umana  sofferenza, oltre ogni ragionevole aspettativa, oltre ogni illusoria speranza, solo perché sentono la nostra disperazione nel non averle più con noi, nel sentire che si allontanano da noi. E definiamo questo attaccamento come Amore. Ma ci sbagliamo, perché sono loro che ci amano così tanto da soffrire per rimanerci accanto, mentre noi, egoisticamente, pensiamo solo al nostro dolore. L’Amore, quello con l’A maiuscola, sta nel lasciare andare l’altro, nel sapere che, ovunque vada, un pezzo di strada lo si è fatto insieme, un pezzo di un cammino importante per entrambi e, ovunque noi ci rechiamo, nessun potrà toglierci la consapevolezza che in quel tratto di strada percorsa insieme ci siamo legati per l’eternità. Allora mi permetto di  augurare a tutti noi di essere Amati per davvero da chiunque amiamo per davvero.

Alfonso Guizzardi,
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicoanalista energetico-vibrazionale, Sessuologo.

 
9 EURO



domenica 2 aprile 2017

Com-passione: che cos'è? Nessuna pena, nessuna pietà!


                                                             


La parola compassione deriva dal latino: cum: insieme + patior: soffro

La sua radice è tanto più nobile dell'accezione comune che evoca la parola pietà, spesso evocatrice di disprezzo, da cui il verbo compatire simile al provare pietà.

In cui per pietà, dal latino piĕtas -atis (der. di pius «pio, pietoso») si intende un sentimento di affettuoso dolore, di commossa e intensa partecipazione e di solidarietà nei confronti di chi soffre.

Da distinguersi anche dalla parola pena (dal
latino poena ‘castigo, molestia, sofferenza’, dal greco poinḗ ‘ammenda, castigo’) inteso come:

 1.sanzione punitiva per aver violato una norma: per es. pena pecuniaria;
2. patimento, sofferenza morale: essere in pena per qualcuno o qualcosa;
3. sentimento di pietà in cui ci si mostra ridicoli o brutti quando facciamo pena a qualcuno;
4.sentimento di pietà in cui proviamo pena per qualcuno;
5. danno fisico o morale per aver commesso qualcosa;
6. castigo per i peccati commessi (in ambito religioso: pena divina).




 
La compassione implica partecipare alla sofferenza dell'altro. Non un sentimento di pena né di pietà, ma una compartecipazione intima con un dolore che non nasce come personale, ma universale.
 
 
Una sorta di sapere come ci si sente a sentire ciò che sente un'altra persona.
 
Tuttavia la compassione non è sempre connessa a una comunione autentica di sofferenza, ma anche a una compenetrazione di gioia ed entusiasmo.

Molte persone temono di sentire compassione per la paura di sentirsi travolti dal dolore dell'altro. Ed è proprio in questi casi che si tratta quasi sempre di persone che non sanno attraversare e rilasciare il proprio dolore che viene a galla, quando entrano in risonanza con il dolore dell'altro.

Oppure possono esserci persone che hanno già attraversato un certo tipo di sofferenza, di cui sono consapevoli, senza averla profondamente integrata, per cui, nella misura in cui la risentono, rientrano in quel limbo di falsa integrazione in cui temono di riscivolare.Infine ci sono i più coraggiosi: coloro che sanno sentire la sofferenza altrui, rievocandone la loro risoluzione, senza alcun timore di venirne di nuovo fagocitati. Sono loro i maestri di compassione!
Sono coloro che sanno stare accanto a chi soffre, sostenendolo, ma sanno anche gioire con chi gioisce senza derubare nessuno di gioie che vogliono far proprie.

Ed è questa un'altra importante funzione: saper gioire delle gioie altrui con entusiasmo, senza esaltazioni, ma anche senza gelosie e invidie, sapendo che chiunque può gioire della vita, senza il bisogno di soffrire per non sentirci più "fortunati" di altri.

Niente è casuale. Tutto è causale.
E più che i fortunati o sfortunati esistono i "benedetti" (ben-detti) o i "maledetti" (mal-detti).

Com-passione con qualcuno che dice bene  è arricchente.
Com-passione con qualcuno che dice male  è depotenziante.

Ed è là che bisogna fare una scelta: se entrare o meno in com-passione con tutti!



Nicoletta Ferroni, operatore olistico trainer (SIAF)

www.nicolettaferroni.it : per sessioni individuali di ThetaHealing®, Rebirthing, Reiki Usui e Karuna®,  RESPIRARE CON GLI ANGELI® riceve a Roma, Terni, Trieste.
 
www.thetafeeling.it: per corsi di ThetaHealing® la trovi su Roma, Amelia (Terni), Perugia e Trieste

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IL PRIMO RESPIRO,
 FORZA, CALMA E LUCIDITA',
MORTI STRAORDINARIE,
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